Via Francigena di San Francesco 2 : topo (it)  

 

  Descriptif :    

- A01. Piediluco - Poggio Bustone (20,5 km) (7.5 ore)

- A02. Poggio Bustone - Rieti (18,1 km) (5 ore)

 

- B01. Rieti - Poggio San Lorenzo (21 km) (7.5 ore)

- B02. Poggio San Lorenzo - Ponticelli (18 km) (5 ore)

- B04. Ponticelli - Monterotondo (28 km) (8 ore)

- B05. Monterotondo - Montesacro (18 km) (5.1 ore)

- B06. Montesacro - San Pietro (15 km) (4.3 ore)

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                             A01. Piediluco - Poggio Bustone (20,5 km) (7.5 ore)        

  Partendo dal Santuario di S. Francesco d’Assisi (370 m slm) al centro di Piediluco si prosegue, tra pioppi e salici, lungo il lago fino al centro canottieri; da qui s’imbocca la S.S. Ternana in direzione Rieti per circa 500 m, fino a un fontanile. Si prosegue sulla sterrata che inizia proprio sulla fontana e dopo circa 50 m sulla destra si incontra una torre di pietra (difronte la vista panoramica di Labro), si prosegue ancora in direzione Pacce per circa 1 km fino a un bivio dal quale si prosegue a destra per circa 300 m fino alle piscine. Lasciando le piscine sulla sinistra, si prosegue sulla sterrata che svolta leggermente a destra e in salita, e dopo circa 1,5 km tra ginepri e roverelle conduce alle porte di Labro all’altezza del fontanile. Si attraversa il centro storico proseguendo fino alla caserma dei CC, all’incrocio con la strada provinciale da Terni a Leonessa. Si prosegue in salita su una sterrata visibile al centro dell’incrocio, che prosegue per circa 2 km con tratti anche asfaltati, fino alle porte di Morro Reatino all’altezza del Cimitero. Qui ci s’immette sulla S.S. per Leonessa in direzione Morro Reatino, per circa 150 m fino alla fontana in curva, lasciandola sulla sinistra e proseguendo su una strada secondaria che dopo circa 500 m incrocia di nuovo la S.S. per Leonessa. Percorsa la statale per poche decine di metri e arrivati all’incrocio con un ristorante, si prosegue sulla stradina secondaria in salita, adiacente a una casa cantoniera. Superato un tornante sterrato, si arriva alla pineta sulla sinistra. La strada spiana un po’, prima di salire di nuovo per arrivare all’incrocio con la strada sterrata proveniente dal Cepparo e diretta al Faggio di San Francesco. Si costeggia la strada su un sentiero di faggi e roverelle per un breve tratto in direzione nord, poi si continua sul sentiero fino ad arrivare a una croce sulla sommità di un colle. Dopo la croce si prosegue in leggera discesa sul sentiero transennato in legno a valle, fino al Faggio di san Francesco (1.090 m slm).

  Dopo la visita al Faggio di san Francesco si risale il sentiero sulla scalinata che porta alla chiesa in pietra, lasciandosela alle spalle e si prosegue sul prato fino in fondo, dove al centro di due alberi inizia la discesa su un sentiero caratteristico e un po’ insidioso per il fondo irregolare e scivoloso e ripido. Il sentiero termina sulla sterrata che proviene da Rivodutri, proseguendo in discesa s’incrocia il sentiero sterrato che conduce a Poggio Bustone. Si attraversa un ruscello che in funzione della stagione è da guadare, dopo circa 2 km. Abbandonata la sterrata, per ripiegare sul sentiero che scende sulla sinistra verso i ruderi di Villa Santori e di qui a Villa Roma, si prosegue per il cimitero, poi per il centro storico di Poggio Bustone, superato il quale s’intravede il Santuario di Poggio Bustone (Convento di San Giacomo) dove, in un paesaggio nuovamente popolato da olivi e roverelle, si giunge dopo circa 20.5 km e 7.5 ore di cammino.

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                                  A02. Poggio Bustone - Rieti (18,1 km) (5 ore) 

  Dal Santuario di Poggio Bustone (Convento di San Giacomo) (818 m slm) si ridiscende, attraverso il paese, in direzione Bandita. Percorsi circa 2 km, s’incrocia a sinistra un sentiero che s’inoltra in coltivi sistemati in larghi terrazzamenti, attraversa la località Poeta, segue per 1 km una strada comunale e si dirige verso San Liberato per una percorrenza complessiva di 5 km. Dopo il paese, si lascia la strada comunale in direzione località Fonte di San Liberato: da qui, un sentiero in leggera salita conduce all’abitato di Cantalice attraversando il centro storico. Superato Cantalice Superiore, il cammino continua sulla strada provinciale Vazia-Cantalice, fino alla località di Madonna della Pace. Abbandonata la provinciale, si segue una strada comunale che percorre il crinale di un colle. Il cammino attraversa in leggera discesa i centri di Case Colasanti, San Gregorio e Civitella, offrendo alla vista, a est, il massiccio del Terminillo, e a ovest la Piana Reatina, con in primo piano i laghi Lungo e Ripasottile. Continuando la discesa verso il Santuario de La Foresta, s’incontra la Chiesa di San Felice da Cantalice. Da qui mancano 2.600 m di una strada sterrata

che va percorsa fino a valle, dove s’incontra Via dell’Acquamartina. Ancora, verso monte per circa 500 m, prima di svoltare a destra per percorrere l’ultimo tratto in leggera salita. Superato un casolare sulla sinistra, dopo aver percorso in tutto 13 km in circa 3 ore, si giunge al Santuario de La Foresta (550 m slm). Dal Santuario de La Foresta (550 m slm) il percorso per raggiungere la città di Rieti è in leggera discesa (tempo di percorrenza 40 minuti).

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                                   B01. Rieti - Poggio San Lorenzo (21 km) (7.5 ore) 

  La statua bronzea di San Francesco (1927), ai piedi del campanile della Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta, in Piazza Mariano Vittori, è il punto di partenza di questa prima tappa. Da qui si scende per via Roma, fino al Ponte Romano sul fiume Velino e a piazza Cavour, dal lato del monumento alla Lira Italiana (2003), proseguendo attraverso il Rione Borgo. Poche centinaia di metri fuori dalla città, c’è il parco delle Terme di Fonte Cottorella. Dopo aver attraversato la passerella pedonale sul fiume Turano si inizia a percorrere il sentiero esclusivo sul tracciato dell’antica Via del Sale che fiancheggia lunghi filari di tigli maestosi fino a Maglianello Basso. Lasciato il viale alberato, il sentiero prosegue lungo l’argine del torrente Ariana fino ad oltrepassare l’abitato di San Giovanni Reatino. Si prosegue poi lungo una stradina fino alla provinciale Turanense che si percorre per poco più di 2 km sempre in direzione Sud (in attesa di realizzazione in banchina di un camminamento fuori dalla sede stradale). Giriamo a destra sulla stradina sterrata che conduce al Ponte Romano del Sambuco, attraversato il quale si risale verso Ornaro Basso (frazione di Torricella in Sabina), dove si gira a sinistra sulla Via Salaria Vecchia (anch’essa oggetto di lavori di messa in sicurezza). Dopo 1 km imbocchiamo la Via Quinzia, che scende in fondo a una valle alle pendici del colle che ospita l’antico e suggestivo borgo di Ornaro Alto, per poi proseguire lungo il sentiero sul tracciato dell’antica via del Sale, attraverso il bosco fino alla strada provinciale. Si continua a salire in direzione di Torricella Sabina fino alla Collina del Sacro Cuore per poi imboccare la stradina bianca sulla destra che ci porta nel centro dell’altro borgo medievale di Poggio San Lorenzo.

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                                  B02. Poggio San Lorenzo - Ponticelli (18 km) (5 ore)

  Dalla piazza di Poggio San Lorenzo, si scende lungo la provinciale a sud del centro abitato, dove è possibile ammirare i reperti delle antiche mura romane. Si gira a sinistra in Via Lemiconi scendendo fino al fondovalle. Qui si svolta ancora a sinistra sul sentiero che attraversa il fosso e risale il versante opposto. Il paesaggio dei boschi di cerro e querce lascia il posto agli uliveti che ricoprono come un manto color argento le colline. Raggiunto un gruppetto di case vicino alla sommità, da cui si ammira a sud l’abitato di Monteleone Sabino, si scende attraversando il bosco e la provinciale per Torricella in Sabina, ci si addentra in un oliveto e più in là una piantagione di noci e un bosco di querce. Si arriva quindi al fosso che scorre in fondo alla valle. Superato un pittoresco ponte e superato un altro piccolo fosso e i ruderi di un’antica mola ad acqua, si risale attraverso il bosco fino al Cimitero di Monteleone Sabino. Qui il paesaggio assume una particolare bellezza grazie alla contemporanea presenza di monumentali alberi di quercia e all’area archeologica di Trebula Mutuesca e alla Chiesa di Santa Vittoria. Si continua a scendere lunga la strada asfaltata attraverso vigneti e uliveti fino al fondo della valle dove si svolta a sinistra per un sentiero attraverso un bosco che conduce alla Chiesa di San Martino, chiesa rurale del X sec, alla periferia di Poggio Moiano. Si prosegue all’interno del paese fino alla piazza con il palazzo baronale, oggi sede comunale, e la chiesa di San Giovanni Battista, si attraversa l’antico quartiere del Torrione e si scende ancora in fondo alla valletta. Si attraversa un antico borgo rurale e si risale sul versante opposto. Si prosegue ora lungo l’altopiano fino alle pendici del Monte Calvo (>> deviazione per Farfa a questo punto) che si aggira da Sud passando per Santo Paolo Alto e Santo Paolo Basso e si raggiunge il paese di Ponticelli di Scandriglia, sede del Castello Orsini (X sec). Girando intorno al Monte Calvo si può ammirare la vallata ricca di uliveti verso Scandriglia e i Monti Lucretili. La tappa termina in prossimità del Castello Orsini con l’annessa chiesa, con la possibilità di raggiungere a qualche chilometro l’antico Santuario Francescano di S. Maria delle Grazie, tra i più importanti della Provincia di Rieti.

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                                      B04. Ponticelli - Monterotondo (28 km) (8 ore)

   Lasciata Piazza Madonna delle Grazie a Ponticelli di Scandriglia, si passa vicino a un lavatoio a monte della strada provinciale e si attraversa un gruppo di case e poi un avvallamento per risalire sul lato opposto lungo una strada bianca. Dopo circa 1 km, attraversata la SP 40, si cammina ancora sulla strada bianca, poi asfaltata, fino a raggiungere la frazione di Poggio Corese. Qui si prosegue per un breve tratto sulla provinciale e, superato il bar trattoria, si imbocca un’altra strada bianca sulla sinistra. Attraversato il ponte sul fondo valle si risale per incrociare la strada per Nerola. Interessante qui da visitare il Castello Orsini situato su un ripido sperone dei Monti Lucretili a circa 50 km da Roma. Si procede ora attraverso gli uliveti fino all’abitato di Acquaviva di Nerola. Si imbocca la strada a sinistra (>> dopo circa 600 m sulla destra l’ultimo tratto della deviazione di Farfa) attraverso la campagna scendendo fino al fondo valle per poi risalire verso Montelibretti nel cui centro medievale si incontra Palazzo Barberini. A questo punto del cammino gli uliveti delle colline dell’alta Sabina lasciano il posto a sterminati frutteti. Si esce dal paese per Via Vignacce scendendo verso Selva Grande per poi svoltare a sinistra in Via Nomentana Antica, che si percorre fino a incrociare la Strada della Neve per proseguire verso il Molino e la Torre della Fiora (è prevista la realizzazione di una variazione all’attuale tracciato su asfalto che interessa i comuni di Moricone e Palombara Sabina, lambendo la stazione termale delle Terme di Cretone). Cambia ancora il paesaggio che acquista il colore dell’oro, per le coltivazioni di frumento e foraggio che tappezzano le colline. Superata una collinetta e un fosso si risale verso Via di Grotta Marrozza e poi Via Castelchiodato. Da qui si riprende la Via Salaria per raggiungere Monterotondo, a ovest del quale, sui colli orientali della valle del Tevere, sorge la rocca Orsini Barberini, risalente all’XI-XII sec.

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                                   B05. Monterotondo - Montesacro (18 km) (5.1 ore)   

  Ripartendo dal Duomo di Monterotondo si attraversa uno dei più tipici e suggestivi tratti dell’agro romano. Si scende per Via Sant’Angelo per poi risalire e quindi ridiscendere verso Valle Ricca, che segna il limite del Comune di Roma. Si entra nel Parco della Marcigliana per Via di Santa Colomba e si svolta poi a sinistra scendendo lungo la strada sterrata. Nel Parco della Marcigliana fu scoperto il sito di Crustumerium, tra le città più antiche del Lazio protostorico. Virgilio la collocava tra le cinque città che costruivano le armi usate dalle popolazioni dell’Italia centrale per combattere Enea. La città latina di Crustumerium sorgeva su delle alture dominanti la pianura del Tevere, a controllo della via Salaria. Già dalla prima Età del Ferro (X-IX sec a.C.) l’insediamento occupava una superficie di 60 ettari costituita da gruppi di capanne. La sua importanza strategica attirò le mire dei Romani che ne tentarono ripetutamente la conquista. Pare che Romolo, assieme alle Sabine, avesse rapito anche donne di Crustumerium, ma la città cadde definitivamente in mani romane solo nel 499 a.C. La Soprintendenza Archeologica di Roma ha realizzato un itinerario  archeologico-naturalistico all’interno di una delle necropoli della città, proprio per consentire al visitatore di prendere direttamente contatto con i resti antichi, in particolare con le sepolture e con le riproduzioni degli oggetti di corredo, collocate nel medesimo modo in cui gli originali sono stati rinvenuti. Uscendo dal parco si continua lungo via Tor San Giovanni poi Via della Bufalotta e Viale Adriatico. Si sale poi una breve scalinata sulla sinistra che conduce a Via di Monte Argentario e poi a destra per Via Titano per raggiungere la Chiesa dei SS. Angeli Custodi in Piazza Sempione che rappresenta, per il quartiere di Monte Sacro, una delle opere più caratteristiche, grazie al suo spettacolare impianto che dà quasi un immaginario benvenuto a chi giunge nel quartiere, concludendo alla perfezione, sul lato est, l’altrettanto scenografica Piazza Sempione.

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                                     B06. Montesacro - San Pietro (15 km) (4.3 ore)

  Si lascia Piazza Sempione dirigendosi verso il centro percorrendo Via Nomentana. Subito dopo il ponte sull’Aniene, si svolta a destra in Via Valsolda e si imbocca la pista ciclo-pedonale che segue il corso del fiume. Attraversata la Via Salaria all’altezza dell’incrocio con Viale Somalia, si prosegue lungo la pista tra la Via Olimpica e Monte Antenne, per raggiungere Via della Moschea e Viale Maresciallo Pilsudski; si passa poi vicino all’Auditorium “Parco della Musica” e al Palazzetto dello Sport, svoltando quindi a destra per Viale Tiziano fino a raggiungere e attraversare Ponte Milvio, uno dei più antichi (IV-III secolo a.C.) e importanti ponti dell’Urbe, presso cui confluivano, oltre alle vie Cassia e Flaminia, anche la Clodia e la Veientana. Era inizialmente di legno; poi fu rifatto ex-novo e prese il nome del magistrato che ne autorizzò la costruzione in muratura, tale Molvius, donde Molvio e quindi Milvio. La pista prosegue lungo la riva destra del Tevere. All’altezza di Ponte Sant’Angelo la si lascia e si sale la scala che conduce al livello stradale, di fronte a Via della Conciliazione, in fondo alla quale si staglia in tutta la sua imponenza la Basilica di San Pietro, sotto il cui altare centrale, poco distante dal luogo in cui sorgeva il Circo di Nerone, è stata ritrovata la Tomba di Pietro, l’apostolo a cui Gesù affidò il compito di guidare la Chiesa. Raggiunta la Piazza e l’ufficio dell’Opera Romana Pellegrinaggi possiamo finalmente ritirare il nostro Testimonium.

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                                                                       12/12/2014

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