Via Francigena di San Francesco 1 : topo 1 (it)  

 

                                                          Via Francigena di San Francesco 1 : topo 1 (it)

 

Descriptif :  

- 1. La Verna - Pieve Santo Stefano (15 Km)

- 2. Pieve Santo Stefano - Sansepolcro (36 Km)

- 3. Sansepolcro - Citerna (13 Km)

- 4. Citerna - Città di Castello (20.5 Km)

- 5. Città di Castello - Pietralunga (31 Km)

- 6. Pietralunga - Gubbio (26.2 Km)

- 7. Gubbio - Valfabbrica (35.4 Km)

- 8. Valfabbrica - Assisi (14.5 Km)

 

  variante per Perugia :

- var 1. Valfabbrica - Perugia (27 Km)

- var 2. Perugia - Assisi (25.2 Km)

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                                                     1. La Verna - Pieve Santo Stefano (15 Km)

 

  Si inizia il cammino uscendo dal santuario, ricordando di ricaricare d’acqua la borraccia. Si oltrepassa la statua che raffigura San Francesco mentre chiede ad un bambino di liberare le tortore che andava a vendere (cf. FF 1853). Si prosegue dritto sulla strada in discesa fino ad una curva, dove si lascia l’asfalto per proseguire dritto su una strada sterrata nel bosco, seguendo i segnali per “Croce della Calla – Sentiero Frassati” (km 0,60). Si prosegue costeggiando il fitto bosco. Giunti ad una biforcazione si sale a sinistra, seguendo per “Sentiero Frassati – Anello Basso – 50 – 55” (km 0,95). Si tralasciano le deviazioni sulla sinistra e raggiunta la Croce della Calla, 1.140 mslm, (km 1,19) alla biforcazione si prende a destra e poi si gira ancora a destra, seguendo i segnali in legno per “Tre Vescovi”. Si sale in ripida pendenza fino ad una biforcazione (km 1,34), e si prosegue a destra costeggiando la pineta. Ancora in salita sul sentiero “50”, ricercando sempre i segnali in vernice. Il sentiero sale nel bosco di conifere (km 1,91) e curva a sinistra. In corrispondenza dei segnali in vernice “GEA 50” e di un “Tau” posti sulla corteccia di un albero, si prende a destra in salita per raggiungere la vetta (km 2,03) del Monte Calvano, 1250 mslm. Si prosegue dritto e si giunge su un prato, dove si trovano i segnali “Cammino di San Vicinio” e “Monte Calvano 1253 mslm”. Qui grazie all’assenza di alberi si gode di un panorama a 360° sull’Appennino. Si attraversa il prato in tutta la sua lunghezza, fino a raggiungere il solitario arbusto con il segnale bianco-rosso, da dove si piega a destra in direzione dei segnali posti sul limite. Si imbocca il sentiero sulla sinistra, seguendo la segnaletica in direzione “Pieve S. Stefano – Cerbaiolo – CAI 50”, e si scende su una carrareccia all’ombra. Raggiunta una biforcazione (km 2,79) si prende a destra, proseguendo per “Pieve S. Stefano”. Giunti ad un nuovo bivio si scende a sinistra per oltrepassare un cancello di colore verde. La natura è al suo massimo rigoglio. Dopo 500 metri si superano due cancelli e si scende fino ad una biforcazione (km 4,22), dove si volta a sinistra per “Poggio Tre Vescovi”. Giunti ad un crocicchio di strade (km 4,33), si prosegue dritto, seguendo il segnale verticale, e in breve si raggiunge il Passo delle Pratelle, 1075 mslm, dove si imbocca l’ampio sentiero “066”. Si incontrano poi due bivi, al primo si prosegue dritto, mentre al secondo ci si tiene sulla destra, trovando sulla sinistra una recinzione metallica. Raggiunto il segnale (km 5,3) che indica le direzioni “Assisi – Pieve S. Stefano – Cerbaiolo”, si lascia la carrareccia per salire a destra sul sentiero “075”. Dopo poco più di 1 km nel bosco, il sentiero si immette su un’ampia carrareccia che porta in cima al Monte della Modina, 1181 mslm. Dalla vetta (km 6,19) si segue il sentiero CAI “075” in direzione di “Pieve S. Stefano”; inizia un tratto di circa 1,5 km nel fitto bosco, dove bisogna prestare attenzione ai segnali in vernice bianca e rossa. Il sentiero si amplia. Giunti alla biforcazione (km 8,26) si prende a destra. Si prosegue in falsopiano, fino a giungere ad un nuovo bivio (km 8,87), e si segue il segnale per “Pieve S. Stefano” sul sentiero “075”. Superata una catena, il sentiero diventa una strada sterrata, sotto il sole. Si scende e, superato un ripetitore di colore verde (km 9,2), si scende sulla strada principale. In prossimità di un gruppetto di case e del centro di equitazione naturale “Asnavara” (km 11,5), si prosegue dritto, proseguendo per “Pieve S. Stefano”. Si scende su asfalto e si superano due bivi (km 12,1 e km 13,15), sempre seguendo le indicazioni per “Pieve S. Stefano”. Si attraversa il cavalcavia sull autostrada e si esce su via della Casina, che si deve percorrere fino in fondo. Giunti all’incrocio (km 13,77) con la SP Tiberina, si gira a destra seguendo la segnaletica verticale e in pochi passi si raggiunge la “Città del Diario” (km 15).

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                                                          2. Pieve Santo Stefano - Sansepolcro (36 Km)

 

  Il tratto fino a Cerbaiolo segue una variante non segnalata, che consente di evitare ripidi sentieri, (ricordare sempre il cappellino e di fare scorte d’acqua).

  Si parte da piazza delle logge del grano e si prende Via delle antiche prigioni, per poi attraversare il ponte sul Tevere. Giunti al termine del ponte (km 0,2), bisogna fare attenzione: la segnaletica indica di proseguire a sinistra, mentre si deve prendere a destra. Superata la chiesa della Madonna dei Lumi, si imbocca una rotatoria, per poi proseguire su Via Canonico Coupers. Si prosegue a lato della strada asfaltata e al segnale turistico marrone, che indica il “Cerbaiolo” (km 1,2) si gira a sinistra. Si cammina in progressiva salita su una strada solitaria. Giunti ad una biforcazione (km 4,73), segnalata dalla presenza di una croce, si sale per “L’Eremo di Cerbaiolo”. Dopo circa 600 metri si raggiunge una nuova biforcazione (km 5,24), e da qui riprende il tracciato segnalato. Dalla biforcazione se si v,uole visitare l‘eremo del Cerbaiolo, si prende a destra in salita ripida per circa 1 km; se invece si decide di proseguire il cammino, si prende a sinistra in forte salita per “Viamaggio – Sansepolcro – Assisi”. Raggiunto il Poggio delle Calbane, 800 mslm, si continua in salita. Giunti ad una biforcazione (km 6,5) si prende a destra, per poi dopo poco ad un nuovo bivio proseguire a destra per il “Passo di Viamaggio”. Si supera la Fonte delle Rupine e, giunti al bivio con i segnali bianco-rossi (km 7,18), si imbocca il sentiero sulla sinistra. Si prosegue prestando attenzione ai segnali in vernice. Giunti all’ingresso di un passo (km 7,53) (se chiuso, ricordarsi sempre di richiuderlo) si entra sul prato, che si attraversa in tutta la sua lunghezza, superando un grande albero sulla sinistra. Giunti al termine del prato si sale a sinistra su di una carrareccia. Si prosegue con improvvisi squarci di visuale sulla diga di Montedoglio. Superato un passo, si prosegue fino al segnale (km 8,18) che indica il sentiero “02” e la direzione “Viamaggio”. Si esce in prossimità di un fabbricato per l’alpeggio delle vacche (km 8,48) e da qui si prende la carrareccia a destra, superando un cancello e un abbeveratoio, sulla sinistra. Il paesaggio diventa alpino. Giunti in prossimità di un edificio di colore giallo ( km 9,4) si seguono i segnali che indicano di girare a sinistra in salita, giungere all’agognato Passo di Viamaggio, 983 mslm (km 9,8), da dove si prende la strada sulla destra in discesa verso il bar-ristorante, utile luogo per fare scorte d’acqua e di viveri. Dal bar si prende il vialetto interno e, al termine del fabbricato, si sale a sinistra fino a raggiungere la recinzione metallica, dove si gira a sinistra (mantenendo la recinzione sulla destra). All’angolo della recinzione, seguendo i segnali in vernice, si sale strettamente a destra su un sentiero parallelo alla recinzione. Da questo punto inizia una delle salite più dure di tutto il cammino. Si deve fare attenzione: in caso di pioggia il fondo diventa molto scivoloso; meglio munirsi di bastoni da trekking. Il sentiero nel fitto bosco costeggia nuovamente la recinzione. Superato un passo con una scaletta in legno (km 10,2), si segue il sentiero che sale leggermente a sinistra e poi si riaccosta alla recinzione metallica. Giunti al termine della recinzione, si prende a destra per superare un passo, e si sale verso sinistra. Si sale costeggiando una recinzione in filo spinato e si supera un passo (km 10,56). L’orizzonte si amplia. Dopo 100 metri si trova il segnale in vernice che indica il sentiero “00”; da qui il sentiero si discosta dal filo spinato per raggiungere una radura panoramica, che invita a buttare a terra lo zaino per una pausa. Si prosegue in direzione del punto più alto dello scoglio verso la valle e si scende sulla sinistra (il segnale in vernice è posto a terra), per poi prendere il sentiero che procede verso destra. Dopo una discesa, si sale (km 10,90) fino a raggiungere il segnale in vernice, dove si sale con elevata pendenza, lungo una recinzione in filo spinato, sulla sinistra. Superato il passo (km 11,5), si giunge in vetta a Monte Verde, 1147 mslm, sull’ampio pianoro dal quale si domina la valle di Sansepolcro. Si inizia a scendere verso sinistra per raggiungere una recinzione in filo spinato, che si tiene a sinistra. Dopo circa 300 metri, superato un passo, si scende verso destra sempre lungo la recinzione (in caso di pioggia il fondo diventa scivoloso). Il peggio è alle spalle; da qui in poi il cammino è piacevolissimo. Giunti ad un bivio (km 12,2) si gira a destra su un’ampia carrareccia, seguendo i segnali per “Sansepolcro”. Si piega a sinistra e si segue il tracciato principale del sentiero “00” che curva a destra, in direzione di “Pian della Capanna”. Giunti a Collepegli, 1047 mslm, (km 14,2) si prosegue sulla carrareccia “8 B”. Il percorso si sviluppa tra il versante roccioso del monte e i prati aperti. Dopo circa 1 km si entra nella Riserva Naturale dell’Alpe della Luna. Si giunge ad una biforcazione e si prende a destra, seguendo i segnali in vernice. In meno di 1 km si giunge all’area di sosta di Pian della Capanna (km 16,4). Il cammino prosegue per 1,8 km in discesa, in mezzo a boschi di faggi, di cerri e di carpini. Si tralascia la deviazione segnalata come sentiero “8” per “Aboca e Sansepolcro”. Si osserva in distanza un casale dalle tegole rosse, La Spinella, si rallenta il passo e si fa attenzione al bivio (km 18,8) con il segnale che indica la direzione per “Assisi – Germagnano – REV 11”. Qui si lascia l’ampia carrareccia che prosegue verso La Spinella e si volta a sinistra in discesa per ritrovare i segnali orizzontali. Questa deviazione per “La Montagna”, o “Villa” consente di alleviare il cammino. Dal bivio si prosegue per circa 4 km restando sempre sulla mulattiera e senza effettuare deviazioni. Si supera un punto di sosta con sedute, Val di Canale, fino ad arrivare al centro abitato di La Montagna (km 23), possibile tappa intermedia.

  Si attraversa in discesa il paese fino a raggiungere un bivio con il monumento ai caduti, da qui si prende a sinistra in salita sul sentiero “00” verso un gruppetto di case. Si supera, sulla destra, la chiesa di San Michele Arcangelo. Dopo poco si giunge a Pischiano (Km 24,3), dove al fontanile si gira a destra seguendo la segnaletica “REV 10” e si scende verso Montecasale. Si prosegue dritto e inizia una ripida, ma breve salita. Si prosegue in falsopiano su un sentiero suggestivo tagliato nella roccia. Dopo 200 metri, bisogna fare attenzione e girare a sinistra in salita fino a ritrovare il segnale in vernice, posto su un albero (km 24,7), da questo punto si gira a destra per poi iniziare a scendere. Il percorso prosegue in piano, tra bassi arbusti, che lasciano lo sguardo libero di vagare all’orizzonte. Si supera una piacevole cascatella d’acqua (km 26) e, giunti in prossimità di un torrente (km 26,5), si seguono i segnali, in modo da evitare di bagnarsi. Superato un fontanile, si procede fino a giungere ad una radura (km 27,2). Da qui il sentiero si immette su di una carrareccia. Giunti ad un bivio si procede diritti in vista del segnale in vernice. Dopo circa 800 metri si oltrepassa una sbarra e si raggiunge l’eremo di Montecasale (km 28,6), dove ci accoglie la statua in bronzo di San Francesco e una preziosa fontanella d’acqua. Dando le spalle alla statua, si scende sulla destra, per superare un cancello e si raggiunge un percorso con le stazioni della Via Crucis; qui si prende a sinistra in salita. Giunti in prossimità del cancello del convento, si scende a destra in direzione per il “Sasso Spicco” e “Sansepolcro”. Al bivio si segue l’indicazione per il “Sasso Spicco” e si scende su un sentiero stretto e ripido. Raggiunto un nuovo bivio si prende a sinistra. Si cammina, all’ombra del folto bosco, e dopo 150 metri si gira a destra, e poi subito a sinistra (in caso di pioggia il fondo diventa scivoloso). Si continua a scendere lungo il torrente. Superato un piccolo guado (km 30), si prosegue fino a giungere di fronte ad una chiesa campestre (km 30,6), dove si trova una fontanella. Si prosegue e al bivio si gira a sinistra verso Sansepolcro, su strada asfaltata. Da qui il cammino è tutto su asfalto. Si tralascia il segnale verticale (km 31,7) che indica di girare a destra e si prosegue dritto sempre sulla strada principale. Si oltrepassa il ponte San Francesco sul torrente Afra e si prosegue fino ad un incrocio con la trafficata via dei Montefeltro (km 34,4), che si attraversa in direzione della farmacia. Si prosegue su Via dei Molini. Giunti allo “STOP”, si gira a destra e si prosegue sempre dritto per giungere davanti a Porta Romana e in breve al Duomo di Sansepolcro (km 36).

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                                                                      3. Sansepolcro - Citerna (13 Km)

 

  Scolpita sulla porta del duomo di Sansepolcro vi è l’immagine tradizionale del pellegrino, con il bastone e la bisaccia, quasi a creare un legame di continuità, attraverso i secoli, tra gli antichi e i moderni viaggiatori dello spirito.

  Il percorso urbano non è segnalato. Dal Duomo si scende su Via Matteotti; all’angolo si gira a destra su via XX Settembre e si prosegue fino all’incrocio con Via dei Lorena, dove si svolta a sinistra. Si prosegue su Via Senese Aretina e inizia un tratto nel traffico urbano, dove bisogna prestare molta attenzione ai veicoli, in particolare in prossimità della rotatoria. Il tratto è noioso, fiancheggiato da capannoni industriali. Si passa sotto il cavalcavia della quattro corsie e si raggiunge, sulla sinistra, un edificio di colore giallo (km 3), da qui si gira a sinistra, in direzione di “Podere Violino”, sulla Strada Vicinale Reglia dei Molini. Il traffico urbano è ormai superato, e si cammina in piano senza mai deviare dalla strada principale asfaltata. Giunti a Gricignano (km  5,54), si attraversa il paese e, dopo aver oltrepassato la colorata scuola materna, si fa attenzione a proseguire sempre dritto, tralasciando la deviazione a sinistra in via Pio La Torre segnalata dal cartello bianco e rosso, in modo da risparmiare strada. In alto si inizia a intravedere Citerna e si raggiunge il primo segnale giallo-blu della Via di Francesco (km 7,48). Si è ormai entrati in Umbria: da qui inizia l’abbondante segnaletica, che guiderà il pellegrino fino ad Assisi. Raggiunta Fighille (km 8,7), si gira a destra in via del Pozzo, e dopo 200 metri a sinistra in via Gabriotti: quindi, tralasciando via Palazzo Manfroni, si sale prima a destra e poi a sinistra su Via del Cimitero. Si cammina nella campagna umbra, tra campi coltivati e casali. Superato il cimitero, giunti su una curva (km 9,42), si gira a sinistra lasciando la strada asfaltata per imboccare una strada sterrata, fino a raggiungere il cancello di una villa, dove si scende a sinistra. Al termine della discesa si riprende a camminare su asfalto, e in breve si giunge ai piedi di Citerna. Da qui (km 10,8) i segnali indicano di girare a destra su una strada sterrata, ma si può proseguire dritto su asfalto, tralasciando il segnale, per raggiungere il Convento degli Zoccolanti (km 11,76). Se si intende seguire il segnale, la strada è sterrata, ma leggermente più lunga, prima in piano e poi in progressiva salita. I percorsi si riuniscono, in prossimità del Convento, da dove si prosegue con un’ultima salita e si entra nel borgo fortificato di Citerna (Km 13).

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                                                                  4. Citerna - Città di Castello (20.5 Km)

 

  Si esce dal centro storico di Citerna su Via Garibaldi, in direzione opposta a quella di ingresso. Seguendo i segnali, si inizia a scendere fino ad un bivio con un’edicola, dove si gira a destra verso “l’eremo del Buon Riposo” e “Città di Castello”. Il cammino è per lunghi tratti sotto il sole (ricordarsi sempre di fare scorta d’acqua e di munirsi di un cappello). Si cammina su asfalto e si attraversa una strada trafficata (km 2,77), che si abbandona dopo circa cento metri, voltando al bivio sulla destra su una strada sterrata. Tra ippocastani, querce e roverelle, inizia l’ascensione, che non presenta strappi in forte pendenza. Alla biforcazione segnalata (km 4,91) si prende a sinistra e dopo 300 metri si prosegue a destra in ripida pendenza. Si giunge quindi in località Le Burgne (km 5,26). Il percorso alterna salite e discese, con brevi tratti in falsopiano, che non affaticano. Da qui si gode una vista a 180° grandi sulla valle del Tevere e sul paesaggio umbro, disegnato da colline, paesi di pendio, boschi e chiese. Dall’incrocio segnalato (km 6,76) si scende a destra; qui è stata segnalata spesso la presenza di cani sciolti (in tale evenienza è meglio procedere a distanza e senza mai correre; a volte il semplice gesto di chinarsi per prendere un sasso mette in fuga il cane). Al termine della discesa si arriva in località Caldese (km 8,12), dove si percorre un breve tratto su asfalto e poi si gira su una strada sterrata, costeggiando un allevamento di bufale (km 8,70). La pendenza della salita aumenta, fino a raggiungere il crinale della collina (km 9,62). Giunti al bivio in località San Lorenzo (km 10,85), presso i campi dell’associazione di “Archeologia Arborea”, il segnale è stato corretto con vernice e si scende a sinistra per raggiungere Lerchi. Da qui, se si proseguisse sulla trafficata Via Toscana (in alcuni tratti con insufficiente spazio per i pedoni), si arriverebbe in meno di un’ora a Città di Castello. Se si preferisce un percorso più lungo, ma lontano dal traffico, si raggiunge la chiesa della Madonna della Speranza (km 12), dove si volta a destra. Si sale su una strada sterrata, senza asperità. Raggiunta una bella edicola dedicata alla Madonna, si è in località Varzo (km 14, 52), 516 mslm. Da qui si prosegue in falsopiano fino ad un bivio, dove si prende a sinistra, ricercando il segnale in vernice posto su un albero. Si inizia a riconoscere in lontananza il campanile cilindrico del duomo di Città di Castello. In breve, un’edicola votiva (km 15,2) e una croce in ferro ci segnalano l’eremo francescano del Buon Riposo. Si cammina in discesa lungo un bosco per raggiungere la foresteria di Villa la Montesca (km 17,63). Il percorso procede senza deviazioni, su asfalto prima e poi in piano; in prossimità di un cancello grigio, si scende a destra e la pendenza aumenta. Superato il sottopassaggio della superstrada, si raggiunge la periferia di Città di Castello. Si prosegue su via Romolo Carpini, fino ad un incrocio per attraversare il ponte sul Tevere (km 19,63). In vista della rotatoria, si tiene la sinistra e si prende via Nazario Sauro e in poco meno di 500 metri si prende a destra in leggera salita su Via Pomerio Rodolfo Sivieri. La semplice ed elegante facciata del Duomo di Città di Castello (km 20,5) accoglie i pellegrini diretti ad Assisi.

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                                                              5. Città di Castello - Pietralunga (31 Km)

 

  Nel primo tratto, da Città di Castello a località “Il Sasso”, non si seguono i segnali della Via, per accorciare il cammino ed evitare alcune salite.

  Si parte da piazza Matteotti e si attraversa corso Vittorio Emanuele, contraddistinto da palazzi rinascimentali e barocchi. Superata la Porta di S. Maria Maggiore, si attraversa il viale Leopoldo Franchetti, e si continua su via Rignaldello. Alla rotatoria si prende a destra su Viale V. Emanuele Orlando, mentre sulla sinistra si ammirano gli ex -seccatoi del tabacco, che ospitano la collezione di opere d’arte di Alberto Burri. Superato un laghetto e un parco, si cammina su Via Roma. Giunti all’altezza del ristorante Didon (km 1,77), si fa attenzione a girare a sinistra seguendo le indicazioni stradali per “Pietralunga”. Superato il sottopassaggio ferroviario, si gira a destra su Viale Stelio Pietrangeli, seguendo le indicazioni stradali per “Il Sasso – Pietralunga”. Si prosegue sulla SP della Baucca (km 2,46). Fare attenzione al passaggio dei veicoli. Si giunge in prossimità di una curva (km 5,43), dove si gira a sinistra per riconnettersi alla Via di Francesco. Si giunte a località Il Sasso (km 6), ottimo punto di sosta e soprattutto ultimo punto utile per rifornirsi d’acqua e di cibo. Si continua sulla strada della Baucca; al bivio segnalato (km 7,81) si gira a destra. Inizia la prima salita della tappa, lunga, ma con pendenza dolce. Al termine della salita (km 10,27) si gode un paesaggio sugli ampi terrazzamenti delle coltivazioni d’olivo. Si cammina su asfalto fino a giungere in prossimità della località Collevecchio (km 10,70). Si oltrepassa la deviazione per il nucleo abitato e si prosegue su una lunga salita, che però non risulta impegnativa grazie alla pendenza progressiva, fino a giungere alla deviazione per la località Candeggio, 649 mslm (km 13,75). In un casale poco distante, una simpatica famigliola è sempre disponibile ad offrire conforto al pellegrino. Si oltrepassa la deviazione per Candeggio e si giunge in località Campanile, 600 mslm (km 16,10). In lontananza appare la torre medievale di Pieve de’ Saddi, che si raggiunge in meno di un km. Presso la chiesa di Pieve de’ Saddi (km 19,41), si consiglia una sosta, sia perché vi è una preziosa fontanella d’acqua, ma anche perché si deve affrontare una serie di salite e discese. Dopo un lungo tratto, dove il silenzio del paesaggio invita alla meditazione, si giunge in località Caigisti (km 24). Da questo punto inizia una lunga salita, che va affrontata con calma. Giunti in prossimità di un gruppetto di case (km 26,77), il paese di Pietralunga appare sul colle di fronte. Dopo alcuni bivi segnalati, all’altezza di una panchina si scende a sinistra su una mulattiera (km 27,98). Raggiunta una vecchia chiesa abbandonata, si inizia la salita finale per Pietralunga (km 31), prima su strada e poi su una scalinata.

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                                                                    6. Pietralunga - Gubbio (26.2 Km)

 

  Dalla piazza con la torre si prende sulla destra via Roma. Al termine della discesa (km 1), si prosegue dritto su strada sterrata, in direzione Saliceto Lame e Morena. Guadato senza difficoltà il rivo d’acqua, inizia la salita (km 1,8); i primi 500 metri sono ripidi, ma poi il cammino sale progressivamente. Al bivio (km 3) si prosegue a sinistra, facendo attenzione ai segnali in vernice posti su un gruppo di pietre. Si prosegue in falsopiano e poi in discesa su asfalto; in meno di 1 km si raggiunge l’abbazia di San Benedetto Vecchio (km 3,8). Si cammina senza difficoltà attraverso boschi e prati aperti, che offrono ampie vedute sui colli circostanti. Superata la località Cerchiaro, 508 mslm (km 5,4), si sale su ampia carrareccia. Si supera il Casale Sesse, 711 mslm (km 8,2). Il percorso alterna salite leggere e discese dolci. Si oltrepassa un laghetto artificiale (km 8,6) e si prosegue dritto, inoltrandosi nel bosco di conifere. Giunti in vista di un gruppo di casali si scende (km 10,5) a sinistra su un tratto dissestato, per meno di 200 metri. Dopo aver superato un passo (se chiuso, si deve sempre richiuderlo), si oltrepassa un bel casale costruito con la tipica pietra locale e un’azienda agricola sulla destra (km 12,23). Si affronta, quindi, con calma una salita, fino a raggiungere la località Madonna di Montecchi (km 15). Da questo punto si prosegue su strada asfaltata e, all’improvviso, si apre la splendida pianura intorno a Gubbio, dove le linee orizzontali dei campi incrociano le linee verticali dei pioppi lungo i canali di irrigazione. Giunti a Loreto (km 16,4), il paesaggio cambia: i boschi silenziosi lasciano spazio ai campi coltivati e ai paesi. Si giunge su un belvedere alberato accanto alla chiesa di San Giovanni Battista (di solito chiusa, ma il gentile custode abita proprio di fronte…). Si prosegue in discesa, fino alla località Abbadia di Piazza, dove si procede su una strada secondaria, fiancheggiata da imponenti querce. Dopo un’area giochi per bambini (km 18,4), si raggiunge l’incrocio con la strada provinciale (km 19,3), che si attraversa (sulla destra c’è un bar) facendo attenzione al transito di veicoli. Si raggiunge la località Raggio e inizia un lungo tratto in pianura, un po’ noioso. Fare attenzione, in piena estate, al sole. In alto sul Monte Ingino, appare il Santuario di Sant’Ubaldo e si rilevano in distanza anche le eleganti forme del Palazzo e della Piazza dei Consoli. Si supera la località Madonna di mezzo Piano (km 24) e dopo poco si affronta, facendo attenzione ai veicoli, il passaggio stretto sul cavalcavia della superstrada. Il cammino prosegue nella periferia di Gubbio. In prossimità di una palestra, a sinistra, si prende a destra, ricercando il segnale in vernice. Da Via dell’Alboreto si attraversa la rotatoria proseguendo dritto su via Rosmini. Si raggiunge l’anfiteatro romano, percorrendo via Alcuino da York. Si prosegue sul viale del teatro romano fino alla porta medievale, che si attraversa per raggiungere la Chiesa di San Francesco (km 26,2). Qui si è accolti dalla tenera statua che rappresenta Francesco e il lupo, a ricordo del miracolo della belva feroce ammansita dal Santo.

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                                                                      7. Gubbio - Valfabbrica (35.4 Km)

 

  Si riparte da piazza Quaranta Martiri: giunti sul lato meridionale della piazza, si gira a sinistra su via Campo di Marte, proseguendo su Viale della Rimembranza fino all’incrocio segnalato con viale Manzoni, dove si volta a destra. Si raggiunge la Chiesa della Vittorina (km 1). Si attraversa il parco e si gira a destra e poi a sinistra per imboccare via Piaggiola (km 1,33). Si prosegue su asfalto e in piano, superando un’umile chiesa (km 3,45), un tempo parte dell’antico lebbrosario, dove San Francesco si trasferì per curare i lebbrosi (cf. FF 1045). All’incrocio si attraversa la strada molto trafficata, facendo attenzione. Si cammina a lato della Strada Assisana, su sede protetta. In prossimità di una curva (km 6,04) si volta a destra per imboccare una strada secondaria ed evitare la curva pericolosa. Si ritorna sulla strada trafficata (km 6,68) e si prosegue a destra, prestando attenzione nell’attraversare la Provinciale (km 6,91). Da qui si prosegue su una tranquilla strada secondaria che sale dolcemente. Superato un agriturismo (km 8,28), inizia un breve strappo in forte pendenza. Raggiunto il crinale (km 9,6), vale la pena voltarsi per dare l’addio a Gubbio. Si prosegue inoltrandosi tra la valle del fiume Chiascio e i castelli posti in cima ai pendii. In distanza, nelle giornate terse, si intravede la mole del Monte Subasio. Superato un casale in abbandono (km 14,2), dopo circa 150 metri si giunge in prossimità di una fonte d’acqua e, in breve, alla Chiesetta delle Ripe o Madonna delle Grazie (km 14,46), al cui interno si conserva una piccola agenda con le memorie del passaggio dei pellegrini. Si inizia a salire in mezzo a boschi di conifere. Si arriva all’Eremo di San Pietro in Vigneto (km 16,54): nelle vicinanze si torva una fontanella d’acqua. La carrareccia diventa a tratti sconnessa e ciottolosa. Giunti al segnale (km 17,62) si gira a destra per imboccare un sentiero. In vista dei piloni dell’acquedotto, si fa attenzione ai segnali in vernice per evitare il greto di un torrente. Si attraversa il guado (km18,25) senza difficoltà e da qui inizia una malagevole salita in forte pendenza. Questo tratto, in caso di pioggia, può risultare scivoloso. Giunti al termine della salita (km 19), si raggiunge la chiesa di Caprignone (km 19,86), che è anche un fresco punto di sosta. Si imbocca quindi il sentiero sulla sinistra. Guadato un torrente, continua la ripida e lunga salita su uno stretto sentiero, da affrontare con andatura lenta e costante. Raggiunta la strada asfaltata (km 21,65), si gira a sinistra. Si prosegue, finalmente, in piano per raggiungere il Castello di Biscina (km 22,7). Da qui in poi è quasi tutta discesa.

  Di fronte al cancello del castello abbandonato si inizia a scendere sull’ampia carrareccia sulla sinistra. Giunti ad una biforcazione (km 24,2), sulla sinistra si trova una fonte d’acqua. In questa tappa si cammina per lunghi tratti sotto il sole; il grande invaso della diga sul Chiascio sarà l’elemento del paesaggio più visibile. Giunti ad una biforcazione (km 26,3), si prende a sinistra in discesa, prima sulla carrareccia e poi su una serie di gradini in legno. Si oltrepassa un torrente e si procede in salita su un ripido sentiero lungo un fosso. Raggiunta la strada asfaltata (km 27,42), si gira sinistra in discesa, all’altezza di un fabbricato rurale in rovina. Il cammino prosegue in discesa, con brevi tratti in salita leggera, fino a Valfabbrica. Si attraversano due ponti, facendo attenzione a proseguire sempre sulla strada asfaltata, tralasciando la deviazione segnalata sulla destra (km 29,3) per Sambuco e Coccorano. Si prosegue per circa due km e si ritrovano nuovamente i segnali giallo-blu della Via di Francesco. Si scende fino a giungere in prossimità di un ponte, dove si gira a destra per la località La Barcaccia (km 31,7). Superata la chiesa di San Benedetto, si prosegue sulla carrareccia per giungere a Valfabbrica (km 35,4).

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                                                                         8. Valfabbrica - Assisi (14.5 Km)

 

  Dalla piazzetta su via San Benedetto si prende a destra su via Castellana. Si prosegue dritto per attraversare un incrocio. Superato un ponte, si giunge in località Il Pioppo (km 1,8), inizia una leggera salita. In prossimità di un capannone (km 2), si volta a destra e si affrontano due brevi strappi, piuttosto ripidi, per superare i crinali che separano Valfabbrica dalla Valle di Assisi. Giunti in cima al crinale (km 4,9), in lontananza appare la bellicosa Rocca maggiore di Assisi. Si raggiunge una croce in ferro (km 5,6), dove vi è l’uso di deporre una pietra, a ricordo del proprio passaggio. Si raggiunge Pieve San Niccolò (km 5,8), dove le panche sotto un albero invitano alla sosta. Si inizia a scendere e all’improvviso si scorge l’insieme armonioso e imponente del Sacro Convento e della Basilica di San Francesco con la città di Assisi. Questo è uno dei momenti più belli del cammino: un francescano Monte do Gozo che fa presentire la gioia dell’arrivo. In prossimità di un capannone (km 7,3), si scende a sinistra su di una carrareccia dal fondo ciottoloso: bisogna fare attenzione. Si raggiunge quindi un punto di sosta con tavolo e panche (km 7,7). Il paesaggio è disegnato dalle coltivazioni di olivi e di vigneti, mentre il bosco si ritrae in cima ai colli. Si attraversa un guado senza problemi. Inizia una serie di leggeri saliscendi. All’incrocio, si volta a sinistra su via San Vittorino, qui la devozione locale ha dedicato a San Pio da Pietrelcina una piccola area, sempre abbellita dalla gente con fiori e candele. Si prosegue sulla strada asfaltata. Superato sulla destra un ponte medievale, si prosegue dritto fino al Ponte de Galli e la Chiesa di Santa Croce (km 12,11), nei pressi dell’ingresso del Bosco di San Francesco. Attraversato il ponte, inizia l’ultima salita del cammino. Si entra in Assisi da Porta San Giacomo, dalla quale i pellegrini uscivano dalla città per recarsi a Santiago de Compostela. Superata l’antica porta, si volta a destra in discesa: la maestosa facciata della Basilica di San Francesco (km 14,5) illuminata dal sole è la prima ricompensa del cammino. Sull’aiuola antistante, una siepe forma il saluto francescano PAX ET BONUM. Il gran momento è arrivato: bisogna solo attraversare il portico della Basilica Inferiore per raggiungere la tomba del Santo. Qui, nella luce fioca della lampada perenne, il pellegrino potrà raccogliersi in preghiera e meditare sul cammino percorso.

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                                                                    var 1. Valfabbrica - Perugia (27 Km)

 

   Dalla piazza di Valfabbrica si prende su Via San Benedetto, verso una chiesina. Molti tratti fino a Perugia sono interessati dai lavori di costruzione della nuova quattro corsie; bisogna quindi prestare attenzione. Superato il ponte sul fiume Chiascio, all’incrocio (km 0,75) si gira a sinistra. Oltrepassata la stazione ecologica (km 2,10), inizia la salita su asfalto verso Monteverde. Si sale in maniera progressiva e senza strappi: passo dopo passo, lo sguardo si allarga sulla stretta valle di Valfabbrica. Al termine della salita (km 5,5) si raggiunge Monteverde, 545 mslm, dove si scorge la forma urbana di Perugia. Al bivio si prende a sinistra in discesa per giungere a Pianello (km 8,9). Giunti all’incrocio con via delle Marmore, si gira a destra per lasciare l’abitato. Questo tratto è molto trafficato e bisogna fare attenzione. Prima di raggiungere uno svincolo, al bivio segnalato (km 10,57) si gira a sinistra. Al nuovo bivio segnalato (km 11,15) si gira a destra in salita su una strada sterrata in mezzo ai campi. Al termine della salita si gira a sinistra e poi si gira di nuovo a sinistra su via Montefalco (km 13,10) e si giunge al castello di Ripa (km 14). Si attraversa longitudinalmente il borgo e si raggiunge il Belvedere sulla piazzetta del Montarone, da dove si riconoscono Assisi e la Basilica di Santa Maria degli Angeli. Si riprende il cammino, scendendo lungo le scalette. Giunti sulla strada asfaltata si gira verso via degli Arnati. Si prosegue prima in discesa e poi in piano, tra casali di campagna e coltivazioni di olivo. Si inizia a salire su una strada sterrata fino a raggiungere il segnale (km 16,10) per “Sant’Egidio”, e si prosegue sempre in leggera salita. Raggiunto il bivio segnalato (km16,8), si scende a sinistra su via del Richiavo, lasciando la strada asfaltata. Si cammina immersi nel paesaggio della campagna perugina. Giunti ad una croce (km 18,7), si gira a sinistra e si giunge nel centro abitato di Lidarno. All’incrocio segnalato, si volta a sinistra su strada asfaltata. In prossimità del cavalcavia sulla E45 (km 19,3), bisogna prestare molta attenzione per la presenza di uno svincolo trafficato. Si prosegue seguendo le indicazioni per Pontevalleceppi, sempre dritto su via Casciolano. Giunti ad un incrocio (km 21,5), si prosegue dritto su Via Bologna, e poi si gira a sinistra su Via Ravenna. Giunti alla chiesa di Santa Maria Maddalena si gira a destra per raggiungere il percorso verde lungo il fiume Tevere (km 22,3). Attraversato un ponte pedonale, si cammina fino a giungere in prossimità della Torre di Pretola (km 23). Si prende via Forlì, e si prosegue verso il ponte ferroviario. Inizia una salita, prima dolce e poi in forte pendenza. Raggiunto un bivio ben segnalato, si prosegue dritto su strada sterrata, con strappi in forte pendenza. Dopo poco meno di un km si raggiunge un incrocio (km 25,5), dove si sale a sinistra su via Eugubina. Si prosegue sulla strada trafficata fino a giungere ad una rotatoria (km 26,7). Si prosegue dritto per circa cinquecento metri su Via San Giuseppe in ripida salita fino a raggiungere la medievale Porta Sant’Antonio. Da qui si tralasciano i segnali, che indicherebbero di proseguire a destra, e oltrepassata la porta medievale si scende su Corso Bersaglieri. All’incrocio si gira a destra su Via Pinturicchio e si raggiunge l’imponente Arco Etrusco (km 27,8). Oltrepassato l’arco, dopo un’ultima salita su Via Ulisse Rocchi, si raggiungono la Cattedrale di San Lorenzo e il cuore medievale di Perugia (km 28,2). 

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                                                                       var 2. Perugia - Assisi (25.2 Km)

 

  Si parte da piazza IV Novembre e si raggiunge piazza Danti. Seguendo i segnali, si continua su piazza Piccinnino e poi in discesa attraverso via Bontempi, una delle più importanti vie del centro storico. Passato l’arco dei Gigli si gira a destra su piazza del Duca e si scende prendendo le scalette sotto l’arco. Si prosegue in discesa sulla sinistra su via dell’Asilo e si continua su via E. Dal Pozzo. Raggiunta via del Giochetto, si prosegue dritto e si supera l’imponente chiesa templare di San Bevignate, sulla destra. Giunti di fronte alla chiesa di Monterone e all’ingresso del cimitero nuovo, si prosegue a destra su strada Montevile. Bisogna fare attenzione al passaggio dei veicoli. Raggiunto il segnale, si gira a destra su strada Montevile – Via di Valiano (km 2,5). Al termine della discesa si prosegue a sinistra. Dopo un primo tratto senza marciapiede, il cammino continua su sede protetta. Si raggiunge Ponte San Giovanni e si prosegue a destra su via Pieve di Campo (km 6): accanto alla chiesa parrocchiale è stato realizzato un piccolo ostello per i pellegrini. Superato il sottopassaggio ferroviario, all’incrocio con via Manzoni si volta a sinistra in direzione di via Nino Bixio. Si giunge ad una rotatoria, dove si prosegue sempre dritto. Raggiunta una seconda rotatoria (km 7) si gira a destra per attraversare il Ponte Vecchio. Al termine del ponte, si scende a sinistra per raggiungere l’argine del fiume Tevere. Si cammina lungo il percorso verde del Tevere. Si prosegue fino al segnale che indica di salire a destra in direzione della Superstrada E45. Si cammina su strada sterrata al di sotto dell’autostrada, per poi passare sotto il cavalcavia autostradale. Si prosegue su una strada sterrata, facendo attenzione ai lavori in corso. Raggiunta la strada asfaltata si attraversa una zona residenziale. Si prosegue seguendo la segnaletica sulla strada Sant’Egidio, e poi su strada vicinale Palombaio (km 12,1). All’incrocio si gira a sinistra su via dell’aeroporto, e si prosegue per circa duecento metri,all’altezza di un’edicola in memoria del passaggio di San Francesco, si gira a destra su via Andrea Costa. Giunti all’incrocio si volta a destra su via Enrico Mattei e si attraversa la frazione di Bastiola. Giunti alla rotatoria si prosegue dritto su via San Bartolo e si attraversa la periferia di Bastia Umbra. Superato il sottopassaggio ferroviario si raggiunge il parco XXI Aprile, al quale si accede seguendo il segnale. Superato il ponte pedonale sul fiume Chiascio (km 18,6), si raggiunge nuovamente la strada asfaltata e quindi la piazza Giuseppe Mazzini (km 19,6). Si attraversa la piazza, facendo attenzione al segnale, che indica di voltare a sinistra su via Roma. Si cammina in un’area densamente abitata tra negozi e palazzi. Si prosegue sempre dritto su via Los Angeles e si entra a Santa Maria degli Angeli. Si supera una prima rotatoria, e giunti ad una seconda rotatoria, sulla sinistra appare la Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli (km 22,4), al cui interno si conserva la piccola chiesa della Porziuncola. Una sosta è d’obbligo, per visitare i luoghi dove è ancora viva la presenza del Poverello d’Assisi e dell’Ordine dei Frati Minori. Dalla basilica si prende la strada mattonata. Si tratta di uno dei tratti più antichi della Via di Francesco. Da qui ci appare in tutta la sua bellezza la meta: la Basilica di San Francesco. Si segue sempre la strada mattonata e, dopo una scalinata, voltando a sinistra si raggiunge la Porta San Pietro (km 24,8) e Assisi. Attraversata la piazza si giunge alla Basilica di San Francesco, dove il cammino trova il suo compimento davanti alla Tomba di San Francesco (km 25,2). 

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delhommeb at wanadoo.fr - 13/12/2014