Légende du pendu dépendu : Piozzo  

 

                                                                 Piozzo (CN) : Cappella di San Bernardo

 

 http://www.onlussanpioquinto.org/volontari-dellarte/iv-incontro-la-pittura-gotica-nel-monregalese/

 

  Storia del sito:

La Cappella fu costruita presumibilmente nella prima metà del secolo XV sul basamento di un’antica torre di guardia e si trova lungo una via che anticamente era luogo di passaggio dei pellegrini; la cappella è dedicata a San Bernardo d’Aosta (o di Mentone, XI sec., che costruì l’ospizio dei monaci agostiniani al passo del Gran San Bernardo) protettore dei viandanti e oggi degli alpinisti.

 

  Descrizione del sito:

  La struttura muraria nella parte inferiore è in pietrame molto irregolare, superiormente in laterizio a vista.

  La cappella ha pianta quadrata con abside rotonda.

  La cappella è decorata da AFFRESCHI, recentemente restaurati, firmati sui capitelli dell’arco trionfale, “Frater Enricus” e datati 1 Settembre 1451.

  Nel catino absidale il Cristo Pantocratore in mandorla circondato da angeli e dai simboli degli Evangelisti.

  Sulla parete absidale, è deteriorato l’affresco della Vergine col Bambino, seduta su un trono gotico con un buon scorcio prospettico. Ai lati una serie di Santi: Caterina da Siena che adora il Cristo nel sepolcro, Lorenzo, Pietro, Bernardo d’Aosta, Bernardino da Siena e il martirio di san Sebastiano.

  Sull’arco trionfale teste di santi domenicani e una decorazione a scacchiera bianco e nera indicano che la cappella appartenne all’ordine dei domenicani.

  Ai lati dell’arco, appena ogivale, una Annunciazione.

  Sulla parete sinistra santa Caterina d’Alessandria, sant’Antonio Abate; su quella destra san Martino e san Michele.

 

  Il ciclo più importante, unico nel Monregalese, raffigura in sette riquadri la leggenda del Pellegrino di Compostela e san Giacomo Maggiore e il “Miracolo dell’impiccato salvato”, leggenda popolare allora molto diffusa fra i pellegrini d’Europa. Gli affreschi mostrano una notevole tecnica e una forte carica emotiva ed espressiva

 

  Il miracolo dell’impiccato.

  Questo fatto è conosciuto come il “miracolo dell’impiccato e della gallina”. Un giovane pellegrino è accusato di furto dalla servetta di un’osteria e viene condannato alla forca. I genitori, che lo avevano preceduto nel cammino verso Santiago, lo trovano, al loro ritorno, impiccato ma ancora in vita grazie all’Apostolo Giacomo che conoscendo la sua innocenza lo ha sorretto sulla forca impedendo che la corda gli si stringesse intorno alla gola. L’avventura si conclude con il ricongiungimento del ragazzo alla sua famiglia e la punizione della vera colpevole, attraverso il “miracolo della gallina” che, cotta e servita sul piatto di portata, si rizza in piedi e canta di fronte al giudice raccontando la verità. Alla cattedrale di santo Domingo de la Calzada (La Rioja) si custodiscono un gallo e una gallina vivi per ricordare questo miracolo.    

 

                                         

  

                   

 

                    

  

  L’abbigliamento del pellegrino.

  Anticamente, l’abbigliamento dei pellegrini era molto semplice: una veste corta per non intralciare il passo, una cappa ed un cappello per difendersi tanto dal caldo come dalla pioggia, un bastone a cui appoggiarsi nei tratti difficili, una zucca o leggera borraccia appesa alla cinta ed un’arma di difesa contro i lupi e gli scippatori. La sportina o borsello di cuoio o di pelle di cervo, era ormai accessorio indispensabile e doveva esser portato sempre aperto in segno di fiducia. La conchiglia è, invece, l’oggetto che serviva e serve ad identificare i pellegrini. Raffigura una mano aperta, generosa, che fa elemosina: è anche un simbolo di rigenerazione, di salvezza, di nuova vita, come nel sacramento del Battesimo; inoltre ci ricorda il miracolo dell’uomo salvato dal naufragio che si sveglia sulla spiaggia coperto di conchiglie.

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delhommeb at wanadoo.fr - 21/05/2015